Stemma Comune di Castagnaro

Via Dante Alighieri 210 - 37043 Castagnaro (VR)
Telefono 0442 682802 - Fax 0442 682817
E-mail segreteria@comunedicastagnaro.it

Tel. 0442 682802 - Fax 0442 682817 - E-mail segreteria@comunedicastagnaro.it...


IL PAESE
Notizie e foto
veduta dall'alto di Castagnaro
Veduta dall'alto di Castagnaro


STORIA DI CASTAGNARO

La vita nel nostro comune iniziò sicuramente in epoche remote. La zona era di sicuro già abitata nel secondo millennio a. C. e i resti di villaggi preistorici, ne sono la diretta testimonianza.

Corredo funerario (Museo Fioroni - Legnago)
Corredo funerario (Museo Fioroni - Legnago)

Nel periodo romano poi i nostri avi si specializzarono talmente nella costruzione di laterizi, che la qualità dei mattoni prodotti era tra le migliori di tutto l'impero tanto da essere apprezzata persino dall'imperatore. Numerose fattorie e fabbriche con fornaci annesse, si trovavano infatti nelle nostre valli (più di 11 di una certa importanza secondo gli studiosi). Ma la vita come la intendiamo noi, cioè vissuta all'interno dei nuclei abitati che presero successivamente i nomi di Castagnaro e di Menà, ebbe inizio solo in un secondo momento e questo principalmente a causa di eventi naturali. Fu infatti a causa della Rotta della Cucca (il toponimo si riferisce ad una località nei pressi di Veronella) che i nostri territori subirono devastanti trasformazioni e primi nuclei abitati, così come li vediamo ora, si formarono nelle zone più alte vicino al fiume al riparo dalle acque. In quell'occasione, correva l'anno 589 d.C., la furia delle acque mutò radicalmente il corso dell'Adige che si spostò più a sud venendo a lambire le nostre zone. A distanza di altri 800 anni (alcuni ne fanno risalire l'origine al 1400 ma altri studi retrodatano la nascita fino al 1100), nacque il Canale Castagnaro lungo il quale transitavano numerose merci. Fu proprio attraverso questo canale, del quale oggi non rimane traccia tranne il sostegno in muratura in via Rosta, che le barche potevano scorrere lungo l'Adige, collegarsi con il fiume Tartaro e arrivare addirittura in Adriatico.
Così buona parte della vita dei due paesi fu condizionata dallo scorrere delle acque di questi fiumi per controllare i quali la Repubblica di Venezia fu costretta a nominare un apposito magistrato alle acque. L'11 marzo del 1387, durante la dominazione scaligera, nelle campagne attorno al paese, avvenne uno degli scontri più cruenti per questa signoria, tanto violento che ne decretò il tramonto. I cronisti dell'epoca stimarono in 40.000 il numero dei contendenti; una grandiosa battaglia vinta con l'astuzia dai padovani sui veronesi. La leggenda vuole anche che in queste terre Napoleone, durante la campagna militare italiana, abbia passato in rassegna il proprio esercito e proprio nella piazza del paese di Castagnaro. Ai Francesi si succedettero gli Austriaci che si attivarono per migliorare l'economia della zona . Furono infatti loro a favorire lo sviluppo dell'agricoltura e fu di quell'epoca l'introduzione del baco da seta. Ma l'intervento per il quale i due paesi dovettero ringraziare l'opera austriaca fu l'inizio della bonifica delle valli per secoli paludose ed improduttive. Si diede il via alla costruzione del Canale Emissario e, sul Ponte Rosso ai confini con la provincia di Rovigo, una lapide ricorda questo importante intervento: " Questi luoghi natura da secoli impaludò, arte in pochi anni redense". Il nostro comune è poi famoso per la sua banda. La società Filarmonica infatti sorse nella seconda metà del secolo scorso e, in breve, sotto la guida di validi maestri, riuscì a cogliere numerosi successi in varie parti d'Italia.
Nel 1912 vinse il primo premio, unica banda italiana, in un concorso a Parigi risultando tra le migliori d'Europa. Di lì a poco però iniziò il primo conflitto mondiale e molti giovani del comune partirono per il fronte.
Furono anni difficili e molti, per far fortuna, emigrarono. La bonifica delle valli però portò anche un certo benessere e i paesi crebbero di numero per la continua richiesta di manodopera. L'avvento del regime fascista e l'inizio della seconda guerra mondiale, vedono Castagnaro e Menà subire la stessa sorte di tanti altri paesi vicini stremati da anni di privazioni e sacrifici. Con il dopoguerra ebbe inizio la lunga e difficile fase della ricostruzione.


ITINERARIO STORICO E TURISTICO ATTRAVERSO IL COMUNE DI CASTAGNARO

La partenza è dalla chiesa di Castagnaro, costruita nella prima metà del secolo scorso sopra un altro edificio di culto realizzato nella prima metà del 1600 in sostituzione di uno molto più piccolo, sicuramente anteriore al 1500, spazzato via dalla furia delle acque nel 1623.

La chiesa parrocchiale vista dall'alto
La chiesa parrocchiale vista dall'alto

Al suo interno oltre ad alcuni dipinti di un certo pregio, dietro l'altar maggiore è custodita una pala del pittore veronese Domenico Brusasorzi raffigurante la Madonna con bambino, San Nicola e San Giovanni Battista. Altre opere di pregio sono un San Francesco della scuola del Moretto del 1500, uno splendido affresco situato nel soffitto raffigurante San Nicola in gloria opera del Santi, e una pregevole statua della Madonna acquistato nel 1838.

Affresco 'San Nicolò in gloria', opera del Santi (1864), soffitto della chiesa parrocchiale
Affresco 'San Nicolò in gloria', opera del Santi (1864), soffitto della chiesa parrocchiale

Usciti dalla chiesa, voltando a sinistra, vediamo svettare il campanile anch'esso realizzato nel secolo scorso alla cui base una lapide ricorda un fatto d'armi accaduto in queste campagne nel lontano 1387. Uno scontro di inaudita violenza tra scaligeri e carraresi (veronesi e padovani) che mise di fronte oltre 40.000 contendenti e che decretò la fine della signoria scaligera. Dopo avere letto le parole impresse su questa antica lapide, si può proseguire lungo via Dante Alighieri e poi per via Rosta verso l'argine dell'Adige. Qui si può sostare davanti al capitello dedicato a Santa Liberata costruito un centinaio d'anni fa. Rappresenta il simbolo della fede popolare ed è uno dei "sette capitei" per i quali il paese è conosciuto. A poca distanza, visibile dallo stesso capitello, si trova il Diversivo Castagnaro, un sostegno in muratura realizzato nel 1791 per dare sfogo, tramite un canale, alle piene dell'Adige.

Il 'Ponte della Rosta'
Il 'Ponte della Rosta'

Una volta vi si transitava sopra e su di una lapide mal conservata ancora oggi posta a lato del manufatto, sono impressi i dazi che persone, animali e carri dovevano pagare per il transito. Proseguendo verso sud-est, si costeggia un tratto dell'antico argine del diversivo Castagnaro passando dietro Villa Bianchini e all'annesso parco.

Villa e Parco Bianchini
Villa e Parco Bianchini

Al suo interno piante secolari e, oltre ad una ben conservata villa rurale, si può ammirare una grande "giazara" un terrapieno sormontato da alberi e utilizzato un tempo come frigorifero per tenere il più possibile freschi i cibi. Svoltando a destra si ritorna nella via principale del paese e prima di dirigersi attraverso via Capitello verso Menà, si costeggiano alcune tra le più antiche case antiche del paese. Una di esse, recentemente ristrutturata, fa da angolo tra due strade mentre a poca distanza si può ammirare l'antico edificio comunale costruito nella metà dell'ottocento proprio sull'argine del Canale Castagnaro. Imboccata via Capitello ci si dirige quindi verso Menà. Fermata obbligatoria nella località Sabbioni dove si trova una chiesetta costruita agli inizi di questo secolo ma eretta sui resti di una molto più antica. Tappa quindi nella proprietà dei conti Grizzi - Dal Fiume, ora del comune, in località S.Agostino, per ammirare una chiesetta e alcuni fabbricati vecchi di secoli.

La chiesetta di S.Agostino
La chiesetta di S.Agostino

Uno di essi, restaurato e ristrutturato, è sede della scuola materna comunale. In questa vasta proprietà i Conti amministravano e gestivano i loro beni mentre nella cappella privata venivano celebrate le funzioni religiose. In piazza a Menà,

Veduta dall'alto di Menà
Veduta dall'alto di Menà

a poca distanza l'una dall'altra, si possono notare tre chiese e tre stili architettonici completamente diversi.

Menà e le sue tre chiese (foto Frattini)
Menà e le sue tre chiese (foto Frattini)

La più antica di esse, è un capolavoro d'arte opera dei Monaci Benedettini di Ferrara. E' infatti una stupenda chiesetta del 1500 dedicata a S.Anna. Attualmente chiusa, conserva al suo interno affreschi di notevole valore alcuni dei quali di sicura attribuzione cinquecentesca (scuola dei fratelli Caroto). Di fronte il secondo edificio di culto costruito nell'ottocento attualmente chiuso, ed infine a fianco la nuova chiesa terminata pochi decenni fa e premiata come una delle migliori testimonianze di arte sacra moderna del triveneto.

La nuova chiesa di Menà
La nuova chiesa di Menà

L'itinerario prosegue poi verso le valli, per secoli coperte dalle acque. Dirigendoci verso Zelo, in provincia di Rovigo, possiamo scorgere il "Ponte Rosso" uno degli esempi rimasti delle opere di bonifica voluti dagli austriaci e vicino una zona archeologia molto interessante. Nel territorio comunale sono stati infatti individuati ben 11 siti archeologici di estrema importanza. Undici località di origine romana o addirittura molto più antichi che documentano quanto fosse abitata l'intera zona. Inoltrandosi nei campi non è raro infatti trovare "cocci" cioè pezzi di mattoni e di anfore, quali resti di antiche costruzioni o di fornaci romane che proprio in questi luoghi venivano prodotti. Nel lontano 1889 e poi solo tre anni dopo, cioè nel 1901, a poca distanza da questi luoghi in territorio di Menà, vennero scoperti due piccoli tesori di monete romane. Il primo composto da ben 1258 monete tra "denari" e "quinari" e il secondo di 1031 tra "denari" e "quinari". Furono conservati per molti secoli tra l'acqua e la melma fino a che le paludi vennero bonificate e apparvero alla luce durante alcuni lavori di aratura. proseguendo lungo il canale Emissario, le nostre valli sono poi contraddistinte da numerose e interessanti case coloniche rurali di proprietà di conti o signori della zona, alcune molto vecchie altre più recenti, quasi tutte disabitate e ma costruite con interessanti motivi architettonici.
Buona parte delle nostre terre erano infatti appartenute a ricche famiglie come i Dal Verme, i Donà, i Fracanzani, i Rangoni, i Sacrati, i Trotti, i Barbarigo, i Fiocco, i Grechi che le costruirono per vigilare sulle immense terre di loro proprietà.

Mappa del 1710 realizzata da Zuanne Mazzante (proprietà privata Moretto)
Mappa del 1710 realizzata da Zuanne Mazzante (proprietà privata Moretto)

Grandi case coloniche abitate da numerose famiglie che spesso dovevano coltivare e amministrare i terreni. Tra queste grandi case, ormai chiuse da decenni, troviamo " Il casin" , un enorme fabbricato attraverso il quale si doveva transitare per accedere dal centro abitato alle valli. Prima di far ritorno al punto da dove siamo partiti e cioè in piazza a Castagnaro, possiamo fare un'interessante deviazione verso una zona posta ai confini con il comune di Villabartolomea. Qui, accanto ai resti della necropoli delle Franzine dove sono state portate alla luce più di 600 tombe risalenti all'età del Bronzo e del Ferro, troviamo le tracce di una strada romana nella zona di Massaua. La direttrice era stata costruita nel 175 a. C. dal Console Marco Emilio Lepido e doveva collegare Bologna ad Aquileia. Attraversava le nostre valli e alcuni tratti sono ancora oggi visibili.

Argine in pietra affiorante dall'Adige in secca (foto Frattini)
Argine in pietra affiorante dall'Adige in secca (foto Frattini)

A poca distanza si trova anche la località Stanghelletti di Castagnaro dove sono stati portati alla luce numerosi reperti di epoca romana e pre-romana. L'ultima tappa è per ammirare anche un po' di archeologia industriale grazie ad alcune idrovore ben conservate all'interno di case disabitate costruite lungo il canale Emissario e usate proprio per "pompare" l'acqua che continuava ad allagare le campagne circostanti. Il ritorno nella piazza di Castagnaro, conclude il nostro itinerario.


MANIFESTAZIONI E FOLKLORE

Le due manifestazioni di maggior prestigio sono rappresentate dalla Fiera di S .Anna a Menà in programma il 26 luglio e dalla Porziuncola o Perdon d'Assisi il 2 agosto a Castagnaro. Religione e tradizione le fanno risalire a tempi molto antichi. La prima si festeggia a Menà e ricorda questa Santa molto venerata in paese. A dire il vero sono due i momenti religiosi che Menà ricorda nel corso dell'anno: il primo, quello più conosciuto e venerato cade appunto il 26 luglio, mentre il secondo porta la data del 13 gennaio e viene chiamato, "S.Anna Fredda" a memoria della venerazione verso la Santa, in paese è eretta una chiesa risalente al 1500 di grande interesse storico e artistico eretta con molta probabilità dai monaci Benedettini di Ferrara. Era dedicata a S.Anna e attorno a lei sorse e si sviluppò buona parte dell'intero paese che prese il nome di Menà da "Menata" o canale conduttore d'acqua. Infatti proprio attraverso i corsi d'acqua che numerosi scorrevano nei pressi di Menà (il canale Castagnaro in antichità la lambiva mentre il fiume Tartaro scorre solo a qualche chilometro di distanza) venivano condotte zattere, barconi o altre chiatte cariche di legname e di merci da portare verso il mare Adriatico. Così mentre a Menà aumentava progressivamente la popolazione e cresceva la venerazione verso S.Anna, la chiesetta passò di mano in mano fino a diventare di proprietà di alcune famiglie emiliane. Poi nel 1866 la famiglia Vacca donò l'edificio di culto al Vescovo di Verona continuando così questa tradizione che prosegue anche ai giorni nostri.
Risale invece alla prima metà del 1700 la ricorrenza che ha fatto del giorno 2 di agosto una data da ricordare a Castagnaro. Già con i primi del 1700 in paese esisteva una congregazione denominata di San Francesco. Di questa congregazione i componenti, ogni terza domenica del mese di luglio, estraevano tante grazie quante erano le persone morte in quell'anno. I prescelti si recavano ad Assisi per suffragare tali morti. Nel 1721 questa congregazione fu eretta canonicamente dal Papa Clemente XI e al paese di Castagnaro venne concesso, attraverso la pratica dei "passaggi", di ottenere l'indulgenza per i defunti senza dover recarsi ad Assisi. I passaggi consistevano in una visita nella chiesa di Castagnaro dal mezzogiorno del primo agosto fino alla mezzanotte del giorno due; nella recita del Padre Nostro e del Credo, nella confessione e comunione e nella recita della preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre. Inizialmente il Papa Clemente XI concesse di effettuare i passaggi a Castagnaro ogni sette anni mentre Pio VII , concesse l'indulgenza in perpetuo.
La possibilità di ottenere il perdono per le anime dei propri cari, fece accorrere nel paese molti fedeli e la data del 2 di agosto fu conosciuta e venerata in tutta la zona.


COSA C'E' DA VEDERE

1) CHIESA DI CASTAGNARO
Costruita nella prima metà del secolo scorso sopra un altro edificio di culto molto più piccolo di quello attuale, essa è' sicuramente anteriore al 1500. Al suo interno oltre ad alcuni dipinti di un certo pregio, dietro l' altar maggiore è custodita una pala del pittore veronese Domenico Brusasorzi "Madonna con San Nicola e San Giovanni Battista". Nell'altare centrale di destra poi pala di San Francesco attribuita alla scuola del Moretto del 1500. Da segnalare inoltre la pala del primo altare di destra dedicata a San Biagio, commissionata dalla comunità' quale ex voto al termine di una terribile epidemia che decimò i bambini del paese. Si noti sullo sfondo la chiesa e la piazza di Castagnaro. Da segnalare inoltre un grande organo composto da più di 1.500 canne disposto sopra la porta d'ingresso ancora funzionante ma bisognoso di restauro.

2) CHIESETTA DI S.ANNA A MENA'
Nella piazza della frazione di Menà, a poca distanza l'una dall'altra, si possono notare tre chiese e tre stili architettonici completamente diversi. La più antica di esse, è un capolavoro d'arte opera dei Monaci Benedettini di Ferrara. E' infatti una stupenda chiesetta del 1500 dedicata a S.Anna. Attualmente chiusa, conserva al suo interno affreschi di notevole valore. Essa venne eretta per ricordare la venerazione verso la Santa. Attorno a lei sorse e si sviluppò buona parte dell'intero paese che prese il nome di Menà da "Menata" o canale conduttore d'acqua. Infatti proprio attraverso i corsi d'acqua che numerosi scorrevano nei pressi di Menà (il canale Castagnaro in antichità la lambiva mentre il fiume Tartaro scorre solo a qualche chilometro di distanza) venivano condotte zattere, barconi o altre chiatte cariche di legname e di merci da portare verso il mare Adriatico. Così mentre a Menà aumentava progressivamente la popolazione e cresceva la venerazione verso S.Anna, la chiesetta passò di mano in mano fino a diventare di proprietà di alcune famiglie emiliane. Poi nel 1866 la famiglia Vacca donò l'edificio di culto al Vescovo di Verona. Per visitarla chiedere al parroco. Di fronte ad essa il secondo edificio di culto costruito il secolo scorso attualmente chiuso e in stato di abbandono. Infine a fianco la nuova chiesa terminata pochi decennni fa.

3) I "SETE CAPITEI"
Il poeta Gianfranco Donella dedicò loro anche una poesia a ricordo della fede e della cultura popolare verso questi che oltre ad essere luoghi di culto, sono ormai dei punti di riferimento per l'intero paese. In sette diverse zone di Castagnaro sorgono capitelli votivi, piccole chiese dove ancora oggi si celebrano funzioni religiose. I loro nomi. San Biagio, Santa Liberata, Maria Ausiliatrice, San Nicola, Sant'Antonio. Oggi però i capitelli non sono più sette ma otto alcuni antichi, altri invece più recenti. Un interessante percorso attraverso la storia e le tradizioni locali.

Capitello di San Biagio
Capitello di San Biagio

4) CORTI RURALI
Le valli di Castagnaro e di Menà sono contraddistinte da numerose e interessanti case coloniche rurali di proprietà di conti o signori della zona, alcune molto vecchie altre più recenti , quasi tutte disabitate e ma costruite con interessanti motivi architettonici. Buona parte delle nostre terre erano infatti appartenute a ricche famiglie come i Dal Verme, i Donà, i Fracanzani, i Rangoni, i Sacrati, i Trotti, i Barbarigo, i Fiocco, i Grechi che le costruirono per vigilare sulle immense terre di loro proprietà. Grandi case coloniche abitate da numerose famiglie che spesso dovevano coltivare e amministrare i terreni.

Villa Grechi
Villa Grechi

Tra queste grandi case, ormai chiuse da decenni, ma alcune ancora in ottimo stato di conservazione, troviamo " Il casin", un enorme fabbricato attraverso il quale si doveva transitare per accedere dal centro abitato alle valli.

5) DIVERSIVO CASTAGNARO
Chiamato "Ponte della Rosta", proprio perché situato in via Rosta, esso è un poderoso sostegno in muratura a dieci vani; una diga progettata da Anton Maria Lorgna e costruita nel 1791 per dare sfogo, tramite un canale, alle piene dell'Adige. Una volta vi si transitava sopra e su di una lapide mal conservata ancora oggi posta a lato del manufatto, sono impressi i dazi che persone, animali e carri dovevano pagare per il transito. Serviva a regolare le acque che dall'Adige defluivano verso il Canale Castagnaro ora quasi del tutto scomparso se si eccettua un piccolo canale di scolo per buona parte interrato che attraversa il centro del paese. Ma una volta la sua importanza e le sue dimensioni erano tali da costringere Venezia a nominare un Magistrato apposito perché il suo alveo sottraeva 2/3 delle acque dell'Adige costringendo il secondo fiume d'Italia a semplice affluente del Canale Castagnaro. Con la metà del secolo scorso il canale venne chiuso e pian piano scomparve tra le terre bonificate.

6) VILLA BIANCHINI
Nel centro abitato di Castagnaro sorge un esempio di villa rurale di campagna del secolo scorso. Sorse a ridosso dell'antico argine del diversivo Castagnaro e ancora oggi è ben visibile lo splendido parco con al suo interno piante secolari. All'interno del parco si può ammirare una grande "giazara" un terrapieno sormontato da alberi e utilizzato un tempo come frigorifero per tenere il più possibile freschi i cibi.

7) ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE
Per vari secoli buona parte delle nostre valli rimasero vastissime paludi. Enorme distese di acqua malsana difficilmente coltivabile. Verso la meta del 1800, con l'arrivo degli austriaci, fu favorito lo sviluppo dell'agricoltura e fu di quell'epoca l'introduzione del baco da seta. Ma l'intervento per il quale i due paesi dovettero ringraziare l'opera austriaca fu l'inizio delle Grandi Bonifiche che resero coltivabili buona parte delle campagne per secoli paludose ed improduttive. Si diede il via alla costruzione del Canale Emissario e sul Ponte Rosso, entrambi situati ai confini sud del comune di Castagnaro e una lapide, posta sul ponte, ricorda questo importante intervento "Questi luoghi natura da secoli impaludò, arte in pochi anni redense".
L'ultima tappa è per ammirare anche un po' di archeologia industriale grazie ad alcune idrovore ben conservate all'interno di case disabitate costruite lungo il canale Emissario e usate proprio per "pompare" l'acqua che continuava ad allagare le campagne circostanti.

8) PROPRIETA' GRIZZI-DAL FIUME
In località Sant'Agostino, sorge la proprietà dei conti Grizzi-Dal Fiume ora del comune. Subito dopo l'uscita della superstrada, si può ammirare un'antica chiesetta della fine del 1700 attualmente in fase di restauro e alcuni fabbricati vecchi di secoli. Uno di essi, restaurato e ristrutturato, è sede della scuola materna comunale. In questa vasta proprietà i Conti amministravano e gestivano i loro beni mentre nella cappella privata venivano celebrate le funzioni religiose.


PERCORSI TURISTICI CONSIGLIATI

1
A CHIESA CASTAGNARO
B VIA ROSTA
C DIVERSIVO CASTAGNARO
D VILLA BIANCHINI
E PIAZZA

2
A DIVERSIVO CASTAGNARO
B VILLA BIANCHINI
C SABBIONI
D S. AGOSTINO

3
A PIAZZA MENA'
B PONTE ROSSO
C CASE COLONICHE
D VISITA ALLE IDROVORE
E PASSAGGIO NELLE GRANDI VALLI

4
A CHIESA CASTAGNARO
B VISITA AI CAPITELLI
C CHIESETTA SABBIONI
D CHIESA DI SANT' AGOSTINO
E CHIESE DI MENA

5
A CASE COLONICHE DELLA VALLE
B OPERE DI BONIFICA
C EL CASIN
D DIVERSIVO CASTAGNARO


NOTIZIE SOCIO-ECONOMICHE

L'economia dei due paesi è prevalentemente agricola con la coltivazione di mais, soia, barbabietola, mele , pere, cavoli, radicchio, porri, verze e spinaci. Tra queste produzioni alcune vantano primati invidiabili. Infatti il mais nel 1556 venne per la prima volta introdotto, come coltura coltivata su larga scala, proprio nell'attigua Villa d'Adige e molti indizi indicano che anche sulle nostre terre venne dato il via a questo tipo di sperimentazione.
Invece, del cavolo, il paese di Castagnaro è tra i maggiori produttori a livello nazionale. Per promuovere e valorizzare questo prodotto, viene organizzata nel mese di settembre una tradizionale festa denominata "Festa del Cavolo" con mostre, convegni, incontri e dibattiti su questo tipo di produzione. Sviluppata è anche l'attività artigianale soprattutto nel ramo del mobile d'arte mentre gli insediamenti industriali sono per lo più caratterizzati dalla presenza di imprese agroalimentari e, commerciali. L'enogastronomia ricalca il tipo di alimentazione molto semplice usata per secoli dai contadini con un grande uso del mais e dei suoi derivati. Vediamo infatti spesso trovare posto accanto , ai secondi la polenta mentre altro piatto tipico sono gli gnocchi con zucchero e cannella. Rinomato è anche il risotto alla veneta, la polenta con salumi e formaggi, la polenta con aringa, i fagioli e le carni bianche. Il vino si contraddistingue con il merlot, l'uva fragola e il "clinto" tipico della zona ma ormai non più prodotto.


CASTAGNARO E MENA' PRODUTTRICI DI CAVOLO

Castagnaro e Menà con oltre 400 aziende agricole impegnate nelle più svariate produzioni; viene ad essere un comune a forte concentrazione agricola che raggiunge, proprio nella produzione del cavolo, livelli altissimi. Infatti 300 aziende sono direttamente coinvolte in questa produzione rivolta sia verso il mercato fresco sia verso l'industria con un milione di quintali ai cavolo prodotti in un anno. Ecco che, quindi, il nostro comune si pone tra i maggiori fornitori del prodotto a livello mondiale. Il mercato interessato va, infatti, dai Paesi dell'Est, alla Germania, al Nord Europa, alla Francia passando naturalmente dall'Italia. Il cavolo di Castagnaro è una verdura di facile produzione caratterizzata dalla possibilità di ottenere una lunga conservazione che va incontro alle esigenze della grande distribuzione Dopo lunghi periodi ai ricerche, si è riusciti a coltivarlo durante tutto l'arco dell'anno con due cicli di produzione, in dodici mesi su uno stesso fondo. L'area comprende gran parte delle Grandi Valli Veronesi a sud di Legnago nei comuni situati alla sinistra del fiume Adige quali Castagnaro, Villa Bartolomea, Baruchella e Badia Polesine, in provincia ai Rovigo e Castagnaro risulta la prima zona in Italia dove il rapporto aziende agricole, produzione e qualità, è il migliore in assoluto di tutta penisola.
Per crescere bene, ha bisogno di terra profonda, di molto concime e di molta acqua. Poiché ama il clima temperato, é coltivato specialmente dalla primavera all'estate e nei mesi freddi a seconda dei Paesi che lo producono. In Italia i cavoli verdi si seminano in febbraio per poterli mangiare a maggio e se ne continua la semina fino a luglio per mangiarli durante l'inverno. Nell'intero territorio nazionale occupa un'area di 30-35.000 ettari ed è coltivato nelle Regioni centrali e nel Veneto. Le sue specie sono molteplici: verza, rosso, bianco, brassica oleracea, cappuccio, cavolini di Bruxelles, broccolo, broccoletto rosso o bianco, cavolfiore, ramoso, verde, cinese e poi le rape.
E', in definitiva, un ortaggio di grande valore ricco d'acqua e di tante altre qualità con un buon contenuto proteico, poverissimo di grassi soprattutto per quel che riguarda la presenza del colesterolo. Può, quindi, entrare di diritto, in una dieta anticolesterolo; ma le sue proprietà non si fermano solo a questo infatti sembra in grado di ridurre i tumori del coloretto mentre è ricco di sodio, potassio, calcio e magnesio; prodotti utili nei cardiopatici, negli anziani e negli sportivi. Il cavolo allora può essere somministrato tranquillamente al posto dei formaggi; ricolmi di calcio; ma pure ricchi di colesterolo. Di recente è pure emersa l'importanza del magnesio, del manganese, del ferro, del fosforo, del calcio e dello zolfo.
Da ultimo il rapporto cavolo-cancro e, in particolar modo la prevenzione. L'alimentazione è a tutt'oggi il mezzo più idoneo e più valido per la lotta contro questa terribile malattia. Con una sana e corretta alimentazione è possibile ridurre il rischio di oltre il 30-40%.


I SERVIZI

Castagnaro è situato a 55 chilometri a sud-est di Verona e rappresenta l'ultimo comune della provincia. Confina con la provincia di Rovigo situato a 35 chilometri ad est, e si trova a poca distanza con la cittadina di Ferrara a non più di 35 minuti di macchina. Attraversa il territorio comunale la statale 434, una strada ad alto scorrimento che collega Verona con Rovigo e transita nei pressi dell'autostrada Padova Bologna. Due comode uscite sia per Castagnaro che per Menà rendono facile da raggiungere il comune. Il paese è inoltre collegato con la linea ferroviaria Verona-Rovigo e il paese è servito anche da una efficiente linea di autobus che più volte al giorno vi transita. La piazza Dante Alighieri, di recente costruzione, è un ampio parcheggio dove disporre tranquillamente la propria vettura. Il venerdi è anche sede del mercato settimanale. Il municipio, luogo utile per avere esaurienti informazioni, è situato nella piazza e nello stesso immobile ha trovato collocazione la Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona. Oltre al servizio sanitario di base, nell'antico edificio comunale situato poco lontano, trova collocazione il servizio pediatrico mentre è stata attivato anche quello dell'assistenza domiciliare. All'interno di questa struttura si trovano la sede della Biblioteca comunale, lo Sportello Informa Giovani, la sala civica e la sede della Pro Loco. Non lontano gli impianti sportivi e le scuole elementari e medie. La casa di riposo e la scuola materna sono invece situate in via Capitello. La frazione di Menà Vallestrema dista 3 chilometri e mentre tra la frazione e il comune è situata una località denominata "Sabbioni" con una chiesetta da poco restaurata sorta su di un luogo di culto preesistente.
La piazza di Menà, ampia e spaziosa, offre la possibilità di un comodo parcheggio. A poche decine di metri le tre chiese da visitare con il contrasto ravvicinato dei tre diversi stili. Proprio nel piazzale è situata la Banca di Credito Cooperativo del Basso Veronese. Per le informazioni rivolgersi all'Amministrazione comunale (0442/682802). Sia il paese che la frazione non sono serviti da alberghi ma possono vantare ristoranti rinomati e con a disposizione i piatti tipici della zona. Tra questi:
Ristorante pizzeria "La Gufa" 0442 / 675488
Ristorante "Stella d'Oro" 0442 / 92024
Ristorante pizzeria "Al Pescador" 0442 / 96019
Pizzeria " La Pioppa" 0442 / 92151
Pub "Joker Pub" 0442 / 96009


Il programma, le notizie storiche, i percorsi e tutte le informazioni sono state fornite dal
dott. Francesco Occhi - Via G. Marconi - 37043 Castagnaro (VR)  
Monumento Scuole Elementari di Castagnaro

Sant'Agostino, Menà di Castagnaro



Pagina aggiornata giovedì 16 marzo 2006
Sito testato principalmente con Internet Explorer
Per contattarci, potete scrivere a -informagiovani@comunedicastagnaro.it-